PASSA IN UFFICIO E FIRMA LA PETIZIONE

 

 

PRESSO IL NOSTRO UFFICIO E’ POSSIBILE FIRMARE LA PETIZIONE PER  GLI USI CIVICI

Presidente Giunta Regionale del Lazio

Commissariato Usi Civici Regioni Lazio Umbria Toscana

PETIZIONE USI CIVICI

Il popolo di Civitavecchia ha perduto la proprietà della casa per l’assurda interpretazione di una sentenza del 1990 (millenovecentonovanta) del Commissario per la liquidazione degli usi civici di Roma, la quale, dopo un processo iniziato nel 1930 (millenovecentotrenta), avrebbe dichiarato che il centro abitato, comprese strade e piazze, giardini pubblici, ospedali e tanti uffici pubblici sarebbero stati edificati sul demanio di uso civico appartenente all’ Associazione Agraria di Civitavecchia; di conseguenza tutti i proprietari delle case ( case edificate con regolari concessioni edilizia in conformità al Piano Regolatore Generale, approvato con DPR del 02 ottobre 1967, corrisposte le tasse su suoli edificabili, con regolari atti notarili pubblici e con estratti storici dell’Agenzia del Territorio dai quali, a tutt’oggi, non risultano né Usi Civici né vincoli simili trascritti! ) , anche quelle di edilizia popolare costruite  sui terreni espropriati dallo stesso Comune negli anni 80 e 90, sono costretti a ricomprarsi le case ed i terreni. Invece fin dal Catasto pontificio del 1819 i terreni risultano di proprietà privata e nel tempo sono stati venduti, comprati, messi all’asta, espropriati con regolari atti notarili;

gli attuali proprietari sono in buona fede e non possono esser privati delle loro case per affermare che il fantasma di leggi medioevali sia ancora in vita. Il tempo passa anche per le leggi; dal 1948 nessuno può violare il principio sancito dall’art.47 della Costituzione italiana secondo il quale “la Repubblica favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione.”La sentenza ha determinato il blocco assoluto di qualsiasi trasferimento immobiliare all’interno del perimetro interessato con ingenti danni economici per i numerosissimi proprietari di quegli immobili, oltre che per le imprese edilizie operanti nel settore delle ristrutturazioni, per notai, agenzie di intermediazione immobiliare.Considerata la gravità della situazione sopra evidenziata, i sottoscritti cittadini chiedono a quanti in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, di attivarsi con la massima urgenza affinché  possa essere effettuata una attenta verifica della reale e perdurante esistenza del demanio di uso civico, peraltro dichiarata con la sentenza del 1990 la quale fu emessa senza che uno solo delle migliaia di cittadini, attuali e precedenti proprietari, fossero stati chiamati nel processo nel quale la principale prova è una bolla pontificia del 1400.

Giù le mani dalle nostre case! 

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