Causale bonifico bonus facciate: come fare e cosa scrivere

 

 

Causale bonifico bonus facciate: come fare e cosa scrivere? Come ottenere il rimborso sulle spese previsto dal bonus facciate utilizzabile dall’inizio del 2020? Quale causale inserire nel bonifico parlante senza rischiare errori che no consentirebbero l’erogazione del bonus? Nel seguente articolo vi mostriamo le procedure da seguire per la causale bonifico bonus facciate: come fare e cosa serve.

Come funzionano le detrazioni per il bonus facciate

Il bonus facciate, introdotto con la Legge di Bilancio 202 art. 25, ha raccolto il favore di numerosissimi contribuenti nel corso degli ultimi mesi. I numerosi chiarimenti giunti con puntualità da parte dell’Agenzia delle Entrate hanno fatto luce su alcuni aspetti poco chiari e indefiniti delle agevolazioni che prevede il bonus. Una delle più frequenti domande che i beneficiari si pongono nell’utilizzo di tale agevolazione fiscale riguarda la causale bonifico bonus facciate: come fare e cosa scrivere su di essa?

La finalità del bonus consiste nell’offrire accesso alle potenziali detrazioni sulle spese che il contribuente sostiene nel rifacimento delle facciate e altro. Si rammenta, tuttavia, che per avere accesso alle detrazioni, è indispensabile che il pagamento certifichi con esatta corrispondenza il lavoro di ristrutturazione. Le detrazioni ed i bonus erogati a vario titolo dallo Stato sono applicabili solo se si rispettano i requisiti sui pagamenti.

Causale bonifico bonus facciate: come fare e cosa scrivere nel caso si tratti di un privato cittadino

Per quanto riguarda il bonus facciate nello specifico, in alcuni casi si rende obbligatorio l’uso del bonifico parlante. È il caso dei contribuenti non titolari di impresa che si avvantaggiano del bonus. A differenza del bonifico ordinario, quello parlante consente di inserire informazioni più dettagliate sulla ragione del pagamento che servirà per le detrazioni del bonus facciate. I dati da inserire sulla causale in questo tipo di bonifico sono indicati qui. Il bonifico parlante, ricordiamo, è sottoposto a ritenuta d’acconto pari all’8%. E si può effettuare attraverso i modelli predisposti dalle banche.

Come possono pagare la ditta di ristrutturazioni i titolari di reddito di impresa

Situazione diversa per i titolari di P.Iva e società. In questo caso, l’obbligo del bonifico parlante non si pone. Difatti l’imputazione dell’imposta segue le regole generali stabilite dall’art. 109 del TUIR.

Come rimediare ad un errore nel pagamento

Cosa succede se si sbaglia ad eseguire il bonifico? È possibile rimediare all’errore? Al fine di correggere eventuali errori e non perdere quindi il diritto alla detrazione, si può:

  1. ordinare un nuovo bonifico parlante corretto all’indirizzo dell’impresa che ha eseguito i lavori;
  2.  chiedere all’impresa che ha eseguito i lavori di rilasciare una dichiarazione sostitutiva che certifichi l’esatta contabilizzazione dei corrispettivi.

Attenzione a non commettere errori in fase di pagamento perché nei casi in cui non siano presenti alcuni dati, si corre il rischio di perdere il diritto alla detrazione.

fonte: Proiezioni di borsa