La riforma donazioni 2025 segna un punto di svolta storico per il mercato immobiliare italiano. Il 26 novembre la Camera ha approvato definitivamente il provvedimento che modifica in profondità le regole sulle donazioni, eliminando il rischio di restituzione degli immobili acquistati da chi li aveva ricevuti in donazione. Si tratta di una novità che cambia radicalmente l’operatività di acquirenti, venditori e istituti di credito, rendendo questo tipo di immobili finalmente liberi da vincoli e pienamente commerciabili.
Prima della riforma, un erede legittimario che si riteneva leso poteva agire non solo contro il donatario, ma anche contro il terzo acquirente, chiedendo la restituzione dell’immobile. Questa possibilità generava grande incertezza, ostacolava le compravendite e spingeva le banche a rifiutare mutui garantiti da immobili donati. Con la riforma donazioni 2025, invece, qualunque controversia sull’eredità ricade esclusivamente sul donatario, che dovrà risarcire gli eredi tramite una compensazione economica senza coinvolgere l’acquirente.
Il cambiamento riguarda anche il Codice Civile: l’articolo 44 della riforma modifica cinque articoli fondamentali (561, 562, 563, 2652, 2690), tutti orientati a tutelare chi acquista a titolo oneroso. Questo aggiornamento normativo libera il mercato da oltre 200.000 donazioni l’anno, con effetti immediati su vendibilità e accesso al credito.
La nuova disciplina entrerà pienamente in vigore per le successioni aperte dal 2026, mentre per quelle già avviate l’applicazione dipenderà dall’eventuale presenza di azioni legali o opposizioni trascritte.
In conclusione, la riforma donazioni 2025 rappresenta un passo avanti decisivo per semplificare le compravendite, garantire acquirenti e favorire un mercato immobiliare più stabile e trasparente. Se gestisci immobili provenienti da donazione, oggi puoi venderli o acquistarli con maggiore serenità e senza i rischi del passato.
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