Il conguaglio condominiale è uno dei dubbi più frequenti quando si vende, acquista o affitta un immobile. Capire conguaglio condominiale chi paga è fondamentale per evitare contestazioni tra le parti coinvolte.
Chi paga il conguaglio condominiale
La regola generale stabilisce che l’obbligo verso il condominio ricade su chi è proprietario al momento dell’approvazione del rendiconto. Tuttavia, nei rapporti interni tra le parti, la situazione può cambiare. Per questo è importante chiarire sempre nel contratto o nel rogito conguaglio condominiale chi paga, evitando ambiguità.
Affitto: locatore e conduttore
Nel contratto di locazione, l’inquilino paga le spese ordinarie legate all’uso dei servizi (pulizia scale, luce, acqua, ascensore). Il conguaglio va saldato entro 60 giorni dalla richiesta, con diritto di verifica dei documenti.
Il proprietario, invece, sostiene le spese straordinarie e i costi legati alla proprietà. Anche l’inquilino uscente resta tenuto a pagare eventuali conguagli riferiti al periodo in cui ha occupato l’immobile.
Compravendita: venditore e acquirente
In caso di vendita, acquirente e venditore sono responsabili in solido verso il condominio per l’anno in corso e quello precedente. L’amministratore può quindi richiedere il pagamento all’acquirente, che potrà poi rivalersi sul venditore.
Le spese straordinarie spettano generalmente a chi era proprietario al momento della delibera dei lavori.
Usufrutto e nuda proprietà
L’usufruttuario paga le spese ordinarie, mentre il nudo proprietario sostiene quelle straordinarie. Tuttavia, entrambi rispondono in solido verso il condominio.
Come funziona il conguaglio
Il conguaglio è la differenza tra spese previste e spese reali. Se si paga meno del dovuto, si avrà un debito; se si paga di più, un credito. Anche in questo caso, capire conguaglio condominiale chi paga permette di gestire correttamente ogni situazione.
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